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Una fredda domenica di gennaio

 

di Francesco Ceraudo

Racconto

Domenica mattina alle ore 8:00 in punto, tutti davanti alla Renault di via Casilina. L'ora del ritrovo per alcuni è troppo azzardata, per altri molto tarda. Solita sosta di 3 minuti a 5 metri e via verso una inusuale location. Ad aspettarci questa volta non c'è nessun gommone o Diving affiliato, ma soltanto una striscia d'asfalto da attraversare e una decina di metri di sabbia sul quale proseguire. Pedalò dismessi e barchette rovesciate, lungo il ciglione della strada, indicano che la stagione estiva è davvero ancora lontana. Noi della ASD Blubrothers però, siamo sempre li, in acqua in qualsiasi periodo dell'anno.

 

Eccoci arrivati, dunque, sulle sponde del lago dolce di Bracciano, a meno di un'ora dalla Capitale. Vestizione più o meno rapida, specie per noi corsisti in esame per il corso della muta stagna. A seguire, subito dopo, brifing obbligatorio con gli istruttori e via tutti in acqua, ad assaporare il brivido che questa mattinata di una fredda domenica di gennaio, ci sta per regalare.

 

L'acqua è davvero gelida, 10 °C e la visibilità è ridottissima, pochi metri oserei dire. Durante la discesa faccio difficoltà a seguire il mio istruttore: troppa sospensione e particelle di fango ci accompagnano durante l'immersione. Un numero consistente di Istruttori e DiveControl, comunque, assicura la discesa e i relativi spostamenti sulle pedane predisposte a varie profondità. Sulle nostre teste, invece, le nuvole rigonfie si preparano a completare una tipica giornata invernale, rigida e tendente al piovasco.

 

Eppure la settimana precedente era passata arricchendosi di mille attese e travolgenti fantasie: "Chissà come sarà la prima immersione con la muta stagna: “ Alcuni immaginano sia comoda, altri confortevole, altri ancora una figata, invece a me piace definirla un'altro pianeta. Si proprio così, un'altra dimensione”.

 

L'immersione prosegue fino ai -18 metri, secondo il mio computer. Secondo quello di altri sub, sembra sia proseguita fino ai -27. Differenti punti di vista in ambiente con ridotta visibilità possono accendere simpatiche e interminabili discussioni. È passata quasi un'ora, l'immersione termina qui. A deciderlo questa volta, non è stata l'aria corrispondente sul manometro, ma i corpi provati e i visi arrossiti dal freddo di tutti noi allievi.

 

Sulla riva del lago ci sono le nostre due bluSisters, pronte ad accoglierci con sorrisi distesi e ad soccorrerci con una meritata vivanda calda.

Una domanda, però, irrompe e sparge nuovamente il gelo su quel pezzo di spiaggia pocanzi valicata:

“Chi vuole fare la seconda immersione…?”

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